Rifugio Castelberto

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Il Rifugio Castelberto,
fedele ricostruzione di un ex caserma della prima guerra mondiale,
sorge in località Castelberto del comune di Erbezzo a 1765 m slm;
si tratta della punta terminale,verso nord, dell’altopiano dei Monti Lessini,
parco naturale regionale,nel quale risulta inserito.Negli immediati dintorni
sono ancora presenti resti di antiche trincee risalenti alla Grande Guerra.
Risalgono ai primi mesi della Grande Guerra i miglioramenti eseguiti alle vie di comunicazione
con la costruzione di nuove strade.Venne sistemata la strada per Peri,
compresa la strada di risalita da Ala per Sega fino a Malga Fittanze,
e da lì ad Erbezzo, Castelberto, Podestaria e Boscochiesanuova.
Stupisce ancor oggi per la celerità di ultimazione; basti pensare che la strada
che da Erbezzo sale a Castelberto
fu iniziata il 15 agosto 1915 ed ultimata 45 giorni dopo, il 20 settembre,
dalla 10a compagnia della Milizia territoriale del 3° Genio.

Dal diario storico del Settore sinistra Adige, scritto in bella calligrafia, si leggono le operatività:

«6 Giugno ore 9:30. Ala segnala che truppe nemiche a scaglioni si inoltrano pel vallone di Foxi,
ma essendo l'osservazione impossibile per la nebbia, non si ritiene opportuno di iniziare il tiro.
Ore 10:30, osservatorio (posto a monte di Cima Levante località Jacolle con collegamenti telefonici)
nota ragguardevoli raggruppamenti di truppe austriache e materiali presso Anghebeni.
Si inizia subito il fuoco con le batterie da 149 A di Cima Mezzogiorno e Castelberto,
la prima della quale spara granate, la seconda obici.
I risultati sono buoni e i raggruppamenti vengono dispersi.
Ore 20. L'osservatorio segnala numerosi piccoli posti (posizioni)
a linee successive di trincee del Sommai Basso, presso Raossi.
Si esegue un tiro di aggiustamento su di esse da una sezione della batteria da 149 S di Castelberto.
Si sparano 18 colpi e raggiunto l'aggiustamento si sospende il fuoco».
Il 9 giugno, sotto l'incalzare degli avvenimenti,
venne approntato in batteria un enorme obice da 305 nella postazione di Castelberto
e 4 obici da 210 a Casara San Nazaro; si spara su Morgia, Staineri e Anghebeni in Vallarsa.

Per alcuni giorni si combatte ancora duramente.
Dai rapporti stesi a Malga San Giorgio e poi a Casara Gaibana,
sedi del comando delle batterie, traspare l'ansia del combattente e l'esultanza del vincitore:
«ore 9:30 (del 10 giugno 1916) si è cessato il fuoco in seguito ad assicurazione avuta dall'osservatorio
che i bersagli nemici sono stati battuti, colpiti, e dispersi».

Il panorama dal rifugio è stupendo:
la vista spazia dalla Val d’Adige e la sottostante Val dei Ronchi,
alle vicine cime del Pasubio e del Carega. Tutta la Lessinia è visibile,
La Valpolicella e il lago di Garda verso Sirmione.
A ovest, la tipica cornice del Monte Baldo, l’Altissimo,
le cime meno vicine dell’Adamello, con il Carrè alto e la Presanella.
Verso nord, inconfondibilele sagome delle dolomiti del Brenta,
Bondone e Paganella.

 
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